Vicenza
Palazzo Porto
Vicenza (1544 c.)
È molto probabile che Iseppo (Giuseppe) Porto intraprenda la costruzione di un grande palazzo nella contrada dei Porti spinto dall’emulazione nei confronti dei cognati Adriano e Marcantonio Thiene. È possibile che proprio il matrimonio di Iseppo con Livia Thiene, nella prima metà degli anni ’40, sia l’occasione concreta che determina la chiamata di Andrea Palladio.
Alleati ai Thiene, i Porto erano una famiglia ricca e potente in città. Iseppo fu personaggio influente, con diverse responsabilità nell’amministrazione pubblica della città, che più di una volta si intrecciarono con incarichi affidati a Palladio.
Molto probabilmente fra i due i rapporti dovevano essere più stretti che fra committente e architetto, se consideriamo che trent’anni dopo il progetto per il palazzo di città, Palladio progetta e inizia a realizzare una grande villa per Iseppo a Molina di Malo, mai completata. I due amici muoiono nello stesso anno, il 1580.
Il palazzo era abitabile nel dicembre del 1549. Numerosi disegni autografi palladiani testimoniano un iter progettuale complesso, che prevedeva sin dall’inizio l’idea di due blocchi residenziali distinti, il primo lungo la strada e un secondo attestato sulla parete di fondo del cortile. Confrontato con palazzo Civena, precedente appena di qualche anno, palazzo Porto restituisce appieno la misura dell’evoluzione palladiana successiva al viaggio a Roma del 1541 e al contatto con l’architettura antica e contemporanea. Lo splendido atrio a quattro colonne è una reinterpretazione palladiana di spazi vitruviani, dove sopravvive anche il ricordo di tipologie tradizionali vicentine.
Indirizzo
Contra' Porti, 21
Vicenza
Visite
Visitabile solo l'esterno