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Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto

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Logge del Palazzo della Ragione Logge del Palazzo della Ragione

Logge del Palazzo della Ragione Veduta






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Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto

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Vicenza
Logge del Palazzo della Ragione
Vicenza (1546-1549)

Dal 1481 al 1494 Tommaso Formenton circonda di un doppio ordine di logge l’antico Palazzo della Ragione, sede delle Magistrature pubbliche di Vicenza e, al piano terreno, di un attivo gruppo di botteghe. Due anni dopo la fine del cantiere crolla l’angolo sud-ovest e per oltre quarant’anni i vicentini dibatteranno sulle modalità della ricostruzione. Nel corso dei decenni vengono investiti del problema i più quotati architetti: Antonio Rizzo e Giorgio Spavento nel 1496, Antonio Scarpagnino nel 1525 e quindi Jacopo Sansovino nel 1538, Sebastiano Serlio nel 1539, Michele Sanmicheli nel 1541, e da ultimo Giulio Romano (1542) che elabora la singolare proposta di innalzare piazza delle Erbe e isolare l’edificio al centro di una grande piazza simmetrica.
Nonostante pareri tanto illustri, nel 1546 il Consiglio cittadino approva il progetto di un architetto locale di appena trentotto anni, allora decisamente poco conosciuto: Andrea Palladio. L’incarico al proprio protetto fu senza dubbio una delle migliori vittorie di Giangiorgio Trissino, capace di coagulare intorno al suo nome la maggioranza dei consensi. Dopo altri tre anni di discussioni, che rimettono in gioco i progetti Rizzo-Spavento e Giulio Romano, nel 1549 viene definitivamente approvato il progetto di Andrea Palladio.
La soluzione proposta da Palladio è una struttura per così dire elastica, in grado di tener conto dei necessari allineamenti con le aperture e i varchi del preesistente palazzo quattrocentesco. Il sistema si basa sull’iterazione della cosiddetta serliana, una struttura composta da un arco a luce costante affiancato da due aperture laterali rettangolari, di larghezza variabile e quindi in grado di assorbire le differenze di ampiezza delle campate. Il funzionamento è evidente nelle arcate angolari, dove le aperture architravate sono ridotte quasi a zero, ma è presente in tutte le campate, la cui larghezza varia sempre, seppure di poco.
La serliana, che Sebastiano Serlio pubblica nel 1537, è in realtà una traduzione in linguaggio classico della polifora gotica, utilizzata per la prima volta da Donato Bramante in Santa Maria del Popolo a Roma e già impiegata in Veneto da Jacopo Sansovino nella Libreria Marciana nel 1537. Tuttavia, il referente diretto dell’idea palladiana per Vicenza si ritrova nel monastero di San Benedetto in Polirone, ristrutturato da Giulio Romano, dove le serliane vengono utilizzate per assorbire le differenze di larghezza delle campate quattrocentesche della vecchia chiesa.
Per la carriera di Palladio il cantiere delle Logge costituisce un punto di svolta definitivo. Con questo egli diviene ufficialmente l’architetto della città di Vicenza, responsabile di un’opera grandiosa, interamente in pietra e che a consuntivo costerà la notevole somma di 60.000 ducati, senza eguali nel Cinquecento veneto: per ottenere un altro incarico di tale portata dovrà attendere gli anni ’60, con il cantiere della chiesa di San Giorgio a Venezia. Il cantiere procederà a rilento: il primo ordine di arcate settentrionali e occidentali sarà concluso nel 1561, il secondo livello, avviato nel 1564, sarà completato nel 1597 (diciassette anni dopo la morte di Palladio), il prospetto su piazza delle Erbe nel 1614.

Indirizzo
Piazza dei Signori
Vicenza

Visite
Da martedì a domenica
0444 323681



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