Associazione Città Italiane Patrimonio Mondiale UNESCO

Isole Eolie

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Lipari


Cave di pomice


Lipari

Vulcano


Vulcano


Vulcano

Panarea


Stromboli


Stromboli

Salina




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Isole Eolie

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Le Isole Eolie
Lipari
Lipari, l'antica Meligunis greca, con i suoi 37,6 kmq di superficie e con circa 9.000 abitanti residenti, é la più grande e popolosa isola dell'arcipelago eoliano ed é, da sempre, la sua capitale.
Tranne Salina, che é indipendente, tutte le altre isole fanno infatti parte del Comune di Lipari.
E' l'unica dove la presenza dell'uomo é stata costante da seimila anni a questa parte. Le più antiche rocce della parte emersa risalgono a circa 225.000 anni fa. Oggi i fenomeni di vulcanismo sono limitati alla presenza di attività fumarolica e di sorgenti calde, prevalentemente localizzati nel versante occidentale dell'isola.
Tra le emergenze storico-architettoniche, ricordiamo il castello di Lipari con l'antico chiostro benedettino di epoca normanna e la cattedrale del XIII sec.; a Marina Corta, la chiesa del purgatorio XIII sec., l'acropoli e i resti delle tombe di età greco-romana.
Interessante é la visita al Museo archeologico di Lipari e alle chiese barocche.
Lungo la costa, che da Canneto arriva al borgo di Acquacalda, sono presenti numerose spiagge bianche di pomice con i colori del mare che variano dal turchese al blu intenso, creando un paesaggio unico e suggestivo. In antichità tali aree erano adibite all'estrazione dell'ossidiana, pietra importantissima per le isole.


Vulcano
Terza isola dell'arcipelago per dimensioni (21 Kmq), Vulcano è la più meridionale delle Eolie.
L'antica isola di Efesto, dio greco del fuoco, diventò con i romani "Vulcano" e rimase disabitata a causa della forte attività vulcanica. Attualmente tale attività è limitata alle emissioni fumaroliche, presenti pressoché ovunque sull'isola, ma principalmente concentrate sui bordi della Fossa e nell'istmo tra il Faraglione e Vulcanello. L'ultima grande eruzione avvenne nel 1888, e costrinse i pochi coloni dell'isola ad abbandonare l'estrazione di zolfo e di allume.
La zona del porto e l'istmo di Vulcanello sono tra i paesaggi più suggestivi e peculiari del Mediterraneo.

Panarea
Panarea è la più piccola fra le isole dell'arcipelago con soli 3,4 Kmq di superficie e quella con minore sviluppo altimetrico. L'isola presenta una notevole varietà di ambienti e una certa diversità, soprattutto floristica rispetto alle altre isole, così da costituire una interessante meta naturalistica. L'ipotesi geologica più interessante sulla genesi di Panarea è quella che sia parte di un grande cratere vulcanico distrutto, con i bordi estremi a Basiluzzo e Lisca Bianca.

Stromboli
Stromboli è l'unica isola dell'arcipelago con un'attività vulcanica permanente. Le eruzioni sono alternate e il fenomeno è definito appunto "attività stromboliana" famosa dizione riportata su tutti i principali testi di geologia e vulcanologia.
Questa isola è la più settentrionale dell'arcipelago ed ha una superficie di 12,6 Kmq e si eleva con forti pendenze fino a 924 m s.l.m.. Attualmente la popolazione residente vive grazie ad un'economia fondata quasi esclusivamente sul turismo. Il suo territorio si presenta poco accessibile, ma nonostante ciò le poche zone pianeggianti erano un tempo estesamente coltivate e Stromboli aveva una rinomata produzione di malvasia.

Filicudi
L'isola di Filicudi ha un'estensione di 9,5 Kmq, e un sviluppo altimetrico massimo di 774 m s.l.m. Recenti studi hanno permesso di attribuire un'età superiore al milione di anni per le lave del centro di Zucco Grande, che costituirebbero dunque i più antichi prodotti emersi finora conosciuti nell'intero arcipelago. L'etimologia del nome greco, Phoinikodes deriva secondo Aristotele dall'abbondante presenza di palme o, secondo altri, dalle felci cui è intitolato il rilievo più alto dell'isola.

Alicudi
Nonostante l'aspetto antico e la forte suggestione che esercita in tal senso al primo impatto sul visi­tatore, Alicudi, è una delle isole geologicamente più recenti. Oggi è scarsamente popolata e manca di una rete viaria carrozzabile; il suo versante orientale si presenta quasi interamente con terrazzamenti, segno di un passato affidato all'agricoltura. Il versante occidentale, aspro e selvaggio, è invece rimasto disabitato ed è impraticabile a causa delle forti pendenze che lo caratterizzano. Oltre ad essere una delle isole più interessanti dal punto di vista naturalistico, Alicudi resta una delle isole meno esplorate dell'arcipelago.

Salina
Salina ha una forma trapezoidale, con un'estensione di circa 7 km. Al centro dell'isola vi è una depressione alta 285 metri, la fertile sella di Valdichiesa, coltivata a vigneti di Malvasia, che separa i due gruppi di rilievi. I primi colonizzatori dell'antica Grecia, chiamarono quest'isola con il nome di Didyme, proprio per l'inconfondibile aspetto delle due montagne "gemelle" che si stagliavano alte sul mare. Salina, come le altre isole dell'arcipelago, è emersa dal mare durante il Quaternario.



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