Scavi di Oplonti
Adagiata sul mare, in una Baia dai tramonti spettacolari con la vista dello scoglio di Rovigliano e alle spalle il Vesuvio, Torre Annunziata custodisce nel suo sottosuolo le ville di Oplonti.
Qui agli inizi del secolo XX è nato il turismo archeologico.
Il porto, approdo naturale per la visita agli scavi di Pompei, ha visto entrare navi di re, principi, industriali ed artisti. Torre Annunziata, città di mare e di terme, chiamata la
marina del sole per il suo ottimo clima, cominciò ad esistere nel 1319. Si sviluppò lì dove la cartografia romana, la
Tabula Peutingeriana, indicava il territorio dell’antica
Oplontis, centro residenziale di grandi ville distrutte dall’eruzione del 79 d.C.
Gli scavi di Oplonti, iniziati nel 1964, hanno destato sin dall'inizio vivo interesse nel mondo dell’archeologia. La villa, costruita nella metà del I secolo a.C. è attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’Imperatore Nerone. L’architettura conserva i caratteri fondamentali della tradizione romana insieme con elementi di gusto più propriamente ellenistici. Importante è lo sviluppo ritmato dei porticati che girano intorno al perimetro dell’edificio e l’ingresso colonnato che conduce dal gran salone al giardino dove si trova una vasta piscina circondata da statue. All’interno, le pareti sono un trionfo d'architetture dipinte del II stile con sapienti rappresentazioni di giochi prospettici con tracce d'ombreggiature, ed eccezionali sono, anche, gli esempi di pitture naturalistiche. Nel 1974, in un'altra villa, furono trovati i famosi gioielli di Oplonti.
Oggi Torre Annunziata, mediante il progetto
Sistema museale di Torre Annunziata, conta di recuperare e valorizzare i numerosi edifici abbandonati.