Area archeologica di Aquileia e Basilica Patriarcale

“Tra le raffigurazioni presenti nel mosaico di origine teodoriana una delle più interessanti è certamente quella che mostra la lotta tra un gallo e una tartaruga: gli studiosi, rifacendosi al simbolismo del periodo, la interpretano come una lotta tra Cristo e il Diavolo. Il gallo, infatti, rappresenta la luce e il Cristianesimo, mentre la tartaruga – considerata un abitante del Tartaro, la regione dei morti – evoca l’oscurità e il Paganesimo.”

Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C. all’estremità orientale della pianura veneta, a pochi chilometri dal mare, sulla riva del fiume Natisone, allora navigabile. Fu inizialmente considerata una colonia avamposto contro l’invasione di popoli barbari e punto di partenza per conquiste militari, ma col tempo divenne sempre più importante per il commercio e lo sviluppo di un artigianato raffinato. Sotto l’impero di Cesare Augusto divenne una delle più ricche città dell’impero, per le grandi aree archeologiche, in parte ancora inesplorate. Con il Cristianesimo divenne un centro di organizzazione ecclesiastica e per volere del vescovo Massenzio (811-838) fu iniziata la costruzione della Basilica patriarcale, terminata nel 1031.

 

Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco:

Kyoto (Giappone), 30 novembre-5 dicembre 1998

Criteri iscrizione

(iii): Aquileia è stata una delle più grandi e più ricche città dell’Antico Impero Romano;
(iv)
: poichè gran parte dell’antica città è rimasta intatta e ancora sepolta, è il più completo esempio di una città dell’antica Roma nell’area del Mediterraneo;
(vi): il complesso della Basilica Patriarcale di Aquileia è la dimostrazione del ruolo decisivo nella diffusione del Cristianesimo nell’Europa nel primo Medioevo.

 

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