CASERTA – La Reggia e il Parco

La Reggia

Nel 1750 Carlo Borbone, re delle Due Sicilie, acquista il territorio ai piedi dei monti Tifatini, dove si prospettò il nascere del Palazzo su progetto di Luigi Vanvitelli e lavori terminati dal figlio Carlo.
La Reggia di Caserta appartenne alla Casa Borbone per oltre un secolo, dal 1752 al 1860, anno in cui passò ai Savoia. Un decreto ministeriale l’attribuì poi, nel 1919, al Demanio dello Stato.

Il Palazzo è a pianta rettangolare e l’area interna si divide in quattro, ognuno con cortili propri divisi da un solenne atrio a tre navate.
Un monumentale e maestoso accesso alla Reggia si innesta su un doppio emiciclo e forma la Piazza Vanvitelli.
Il Palazzo Reale comprende 1.200 stanze, la piazza antistante, il Parco e il Giardino inglese.
Lo Scalone d’Onore si presenta con una grande rampa centrale che si sdoppia in due elementi paralleli, con 116 gradini composti ciascuno da un unico blocco, a metà del portico, il fondale di marmo tra pilastri, arcate e statue. Il cornicione che corre lungo la volta era destinato ad accogliere i maestri di musica durante i ricevimenti anticipando il concetto della musica stereofonica proveniente da una fonte non visibile.

Il Parco

Il parco si estende per circa 120 ettari ed è uno dei più grandiosi complessi architettonici e monumentali d’Europa. Progettato da Luigi Vanvitelli, fu ultimato dal figlio Carlo.

Lungo l’asse che partiva dal palazzo, si trovano fontane decorate da sculture a carattere mitologico disposte lungo terrazze degradanti verso la pianura. La prospettiva vede il suo culmine nella “grande cascata” che precipita da un salto di 70 metri nella vasca di Diana e Atteone.
L’acqua necessaria al parco e alle fontane proviene dall’Acquedotto di Vanvitelli.

La Fontana Margherita è la prima opera che si incontra entrando nel Parco dalla Reggia. È la struttura più modesta e semplice da un punto di vista architettonico e segna il punto in cui si dipartono i viali, che penetrano nel bosco, e il viale che arriva sino alla Cascata.

Successivamente si incontra la Fontana dei Delfini in cui una massa d’acqua compone un lago circolare, costruita allo scopo di immettere il flusso idrico dell’Acquedotto Vanvitelliano nella Grande Peschiera adibita a giochi di battaglie navali. Oltre si trova la Fontana di Eolo con la Grotta dei Venti, in successione la Fontana di Cerere, Fontana di Venere e Adone, composta da dodici piccole cascate che formano altrettanti laghetti, infine la Fontana di Diana e Atteone di forma semiellittica.
Nell’angolo a mezzogiorno del Parco si trova la Castelluccia, una fortezza in miniatura. Oltre la Grande Cascata, il Giardino Inglese voluto da Maria Carolina d’Austria con intricati sentieri che portano a zone con salici, magnolie, cipressi, piante grasse e acquatiche e pini.
Nei pressi si trova il Teatro all’aperto in forma classicheggiante.