Splendori degli Este in mostra alla Venaria Reale di Torino

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La Venaria Reale riapre dopo il periodo di manutenzione invernale con una mostra dedicata agli Este che inaugurerà sabato 08 marzo 2014 nelle Sale delle Arti.

Splendori delle corti italiane: gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena“, questo il titolo dell’esposizione, aperta da sabato al pubblico, fino al 6 luglio – dà il via di fatto a una nuova fase nella programmazione della Reggia, con il passaggio a uno sguardo nazionale sulle dinastie che hanno fatto grande l’Italia. Non solo più i Savoia, dunque: quello dedicato agli Este, signori di Ferrara e Modena, non è che il capitolo introduttivo di una serie che proseguirà con i Medici e i Borbone. “L’occasione della mostra, se così si può dire, è il terremoto del maggio 2012, che ha reso inagibile la Galleria Estense di Modena, tuttora chiusa, permettendo così l’uscita di capolavori che altrimenti difficilmente avrebbero lasciato la loro sede” spiega il curatore Stefano Casciu, Soprintendente ai Beni Storici e Artistici di Modena e Reggio Emilia. 

In mostra un percorso tra Umanesimo, Rinascimento e Barocco dedicato al collezionismo e al mecenatismo artistico della dinastia estense dal ‘500 al ‘700, attraverso opere di Cosmè Tura, Dosso Dossi, Correggio, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Velàzquez, il Padovanino, Jean Boulanger e altri maestri. Sono opere provenienti per lo più dalla Galleria Estense di Modena  –  in quella città gli Este si trasferirono nel 1598, quando il papa Clemente VIII si impossessò di Ferrara, dove questi avevano impiantato la loro corte – ma anche da altri musei italiani ed europei. 

“Non si vedranno solo i dipinti, e segnalo tra questi in particolare il Ritratto di Francesco I di Velasquez e Venere, Marte e Amore di Guercino, oltre alle opere di Tintoretto e Annibale Carracci – continua Casciu – ma anche gli strumenti musicali, come la celebre Arpa Estense del 1581, già riprodotta sulle mille lire, e il violoncello del 1691, pezzo rarissimo intagliato, significativi per la storia di una dinastia dedita all’arte, alla musica, allo spettacolo”. Fu proprio Francesco I, protettore di artisti e letterati (ritratto anche in un busto marmoreo dal Bernini, anch’esso nella Galleria Estense, ma non presente in mostra) ad arricchire la pinacoteca degli Este, portandola al livello delle più ricche collezioni d’Europa, con l’acquisizione di opere dei maggiori artisti del suo tempo. Furono poi in parte vendute nel 1746 dal suo discendente Francesco III, a corto di quattrini, all’elettore di Sassonia Augusto III, per andare a formare il nucleo iniziale del museo di Dresda. (da repubblica.it)

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