Le tre componenti italiane

Le fortificazioni veneziane di Bergamo

La città fortificata di Bergamo rappresenta l’estremità più occidentale del sistema di difesa dello Stato di Terra della Serenissima per difendersi dalle potenze europee. Le mura di Bergamo vennero costruite fra il 1561 e il 1588 dalla Repubblica di Venezia su progetto degli ingegneri Francesco Malacreda e Genesio Bersani per arginare gli attacchi nemici, anche se non subì mai assedi. Le fortificazioni hanno un tracciato di oltre 6 chilometri e comprende 14 baluardi, 2 piattaforme, 100 aperture per bocche da fuoco, 2 polveriere, 4 porte: Sant’Agostino, San Giacomo, Sant’Alessandro e Garibaldi (già San Lorenzo). Per realizzare le Mura vennero demoliti oltre 250 edifici, di cui 8 religiosi, tra cui rientrano anche la cattedrale di Sant’Alessandro e il convento domenicano di Santo Stefano: questo il motivo delle otto scomuniche lanciate durante i lavori. Alcuni tratti di fortificazione erano già presenti in epoca romana ma agli inizi del Cinquecento si trovavano in condizioni di estrema decadenza e vennero quasi totalmente sostituite dalla nuova opera. A lavori conclusi, il perimetro della fortificazione risultò del tutto nuovo e non includeva alcuna parte di opere da difesa precedenti. Il perimetro comprende il sistema fortificato veneziano nella sua complessità di mura interne (bastionate) ed esterne, con elementi fortificati come i Forti di San Vigilio e di San Domenico e la Cittadella e la Rocca.

Le fortificazioni veneziane di Peschiera

La città fortificata di Peschiera del Garda è un collegamento, essenziale per uno Stato così vasto e ramificato, tra Venezia e i suoi territori più occidentali situati oltre il fiume Mincio. E’ caratterizzata da una pianta pentagonale, comprende l’intero centro abitato all’interno del pentagono bastionato ed è l’unica dell’intero sistema collocata in un contesto lacustre; sono stati inclusi nella fortificazione anche elementi idrici come il Canale di Mezzo, ramificazione del Mincio, navigabile già al tempo dei romani. Quando la piazzaforte di Peschiera passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, le fortificazioni vennero rinnovate secondo i criteri adottati in quell’epoca: la cinta venne quindi terrapienata e bastionata su progetto redatto da Guidobaldo della Rovere. Questa nuova cinta fortificata alla moderna seguiva l’andamento di quella medievale, quindi con cinque lati ma con cinque angoli protetti da bastioni. Lungo la cinta vennero inoltre aperte due porte, porta Verona e porta Brescia, poste in direzione delle strade che conducevano alle due importanti città. Intorno alla metà del Cinquecento la Rocca Scaligera venne modificata e terrapienata per adeguarla alle necessità delle moderne artiglierie. Nel 1797 la fortezza passò sotto il dominio dell’Impero austriaco: che la trasformarono in piazzaforte che diventò un robusto caposaldo del Quadrilatero, insieme a Legnago, Mantova e Verona.

Le mura fortificate di Palmanova

Palmanova fu fondata il 7 ottobre 1593 e progettata per ospitare ventimila persone. La fortezza della città doveva costituire il centro strategico per neutralizzare gli attacchi ottomani dall’Oriente e gli attacchi dall’Austria.  E’ l’unica città di nuova fondazione inserita nel sito UNESCO e perfetta sintesi tra aspetti militari e aspetti civili delle città utopiche rinascimentali. La fortezza cittadina si presenta come un nucleo urbano di 70 ettari, contenuto all’interno di tre cinte murarie concentriche, due mura veneziane e il perimetro più esterno è francese, che conferiscono a Palmanova la sua forma a stella a nove punte. L’area abitata è organizzata seguendo rigidi moduli geometrici e si estende in stretta connessione con il perimetro fortificato; questi due elementi rappresentano un insieme in cui ogni opera di costruzione è collegata in forma e funzione alla struttura militare. Palmanova rimase per più di duecento anni sotto il dominio della Serenissima (1593-1797), fino a quando Napoleone la conquistò. Dopo la caduta di Napoleone Palmanova rientrò a far parte dell’eterogeneo impero asburgico fino al 1866, con la sola parentesi dell’insurrezione del 1848, quando la fortezza subì un lungo assedio da parte delle truppe austriache.