I monumenti del Sito

I monumenti del sito seriale arabo-normanno sono:

 

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

Il Palazzo Reale di Palermo costruito tra l’XI e il XII secolo, presenta combinazioni di stile islamico e romanico, frutto della convivenza tra diverse componenti culturali; più conosciuto come Palazzo dei Normanni, è il luogo in cui nel Medioevo era fissato il centro di potere: infatti esso sorse sulle rovine del precedente castello arabo, il Qasr, che a sua volta sorgeva su precedenti costruzioni bizantine, romane e addirittura puniche, ancora adesso visibili. Inizialmente i Normanni lasciarono sostanzialmente inalterata la vecchia struttura musulmana, fino all’arrivo di Ruggero II che aspirava a possedere una sontuosa reggia ed inaugurò grandi lavori che fecero completamente cambiare aspetto al Palazzo. La fortuna del Palazzo reale continuò sotto il grande Federico II di Svevia, che lo fece diventare il simbolo del potere politico siciliano e un luogo di aggregazione culturale: i grandi poeti della Scuola siciliana si riunivano proprio qui. Alla metà del XVI secolo i Viceré spagnoli decisero di trasformare il Palazzo reale nella loro sede ufficiale, dando così avvio ad un profondo restauro che probabilmente permise la salvezza stessa dell’edificio ma che lo trasformò rendendolo quasi irriconoscibile rispetto al suo aspetto originario.

Al centro della reggia troviamo la Cappella Palatina, oggi riconosciuta come una delle più belle tra tutte quelle costruite in età medievale. La Cappella Palatina nacque dall’idea di Ruggero II di costruire una chiesa che fosse all’altezza del suo regno e che colpisse col suo splendore qualunque visitatore. La Palatina è ancora una volta un esempio di incontro tra stile e modelli culturali e religiosi molto diversi tra loro, da un compromesso tra il clero greco e quello latino, entrambi intenzionati ad utilizzare la nuova chiesa di Ruggero. La Cappella, in origine un edificio a sé stante, è dedicata all’apostolo Pietro e fonde elementi di entrambe le tipologie di architettura religiosa greca e latina, come si vede dalle scritte dedicatorie le troviamo bilingue. Emergono inoltre elementi stilistici tipicamente orientali e musulmani come i decori marmorei a cosmatesche e gli inserti in mosaico. L’interno della Cappella è disseminato di meravigliosi mosaici bizantini, caratterizzati dal loro classico sfondo in oro. Oggi della struttura propriamente normanna restano intatte soltanto la Cappella Palatina, la Torre Pisana e la Joharia che presentano caratteri prevalentemente islamici.

 

Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

Il complesso monumentale di San Giovanni degli Eremiti comprende la chiesa e il chiostro del monastero fondato da Ruggero II nel 1132, e la “sala Araba” a pianta rettangolare, probabilmente una preesistenza di una moschea di epoca islamica. La pianta dell’edifico è a croce commissa; l’interno presenta una sola navata e sul transetto si presentano le tre absidi. Internamente San Giovanni si presenta scarna, sobria, immersa in un completo rigore, che non prevede alcun gioco di luce per il visitatore. Solo le cupole presentano dei giochi chiaroscurali che in qualche modo ravvivano l’ambiente, altrimenti privato di qualunque vivacità. Al contrario all’esterno si presenta come una struttura vivacissima e ricca di particolarità come il posizionamento sfalsato delle cupole. In origine San Giovanni degli Eremiti venne utilizzato come cimitero per gli alti dignitari della dinastia reale normanna, a dimostrazione del fatto che questo sito ebbe un’importanza notevole durante il periodo medievale, per poi perdere gradualmente rilevanza con le dominazioni successive.

 

Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (detta Chiesa della Martorana)

Santa Maria dell’Ammiraglio, simbolo della purezza del genio bizantino ortodosso, è decorata con mosaici tra i più stupefacenti e meglio conservati, realizzati da maestranze bizantine tra il 1143 e il 1148. La pavimentazione marmorea in opus sectile, segue i modelli bizantini, mentre alcuni motivi ornamentali denunciano l’influenza della cultura islamica. Venne costruita nella prima metà del XII secolo per volere di Giorgio d’Antiochia, l’ammiraglio del re normanno Ruggero II. In origine l’edificio era ovviamente nelle mani di religiosi di rito greco, fedeli all’ortodossia, nel tempo però finì anche sotto il controllo dei Benedettini, per poi tornare alle origini ed ospitare oggi la più grossa comunità religiosa greco-albanese della Sicilia. Pur conservando molti tratti originali, i diversi culti che qui si praticavano modificarono nel tempo le decorazioni e le strutture.

 

Chiesa di San Cataldo

La chiesa di San Cataldo è stata realizzata da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. La costruzione di questa chiesa è tutt’ora avvolta nel mistero, dato che non sappiamo con certezza né in quale data fu fatta costruire (di certo siamo attorno alla metà del XII secolo), né tanto meno siamo certi di chi ne ordinò la costruzione, pare però venne edificata per volere di un importante ammiraglio e gran cancelliere del re normanno Guglielmo I, un certo Maione di Bari, che in ogni caso ne fu di certo il primo proprietario. Nel 1182 Guglielmo II diede in dono la chiesa ai Benedettini di Monreale, che la tennero sino al 1787. La chiesa non subì particolari rifacimenti nel tempo e subì un importante restauro nel XIX secolo che cancellò di fatto ogni modifica avvenuta nei secoli, riportando San Cataldo al suo aspetto originale. L’altare, costituito da una lastra marmorea, è risalente alla costruzione della chiesa e presenta delle decorazioni a incisione che raffigurano l’Agnus Dei attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti. Oggi San Cataldo appartiene all’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

 

Il Ponte dell’Ammiraglio

Il Ponte dell’Ammiraglio, costruito nel secondo quarto di secolo XII e chiamato così perché voluto da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del regno al servizio del re Ruggero II dal 1125, presenta la configurazione caratteristica a schiena d’asino, con due rampe simmetriche rette da sette campate ad arco ogivale. L’intera struttura è realizzata in calcarenite e richiama per tecnica costruttiva e forma una tipologia diffusa in area magrebina. La solida struttura permetteva al ponte di sopportare dei carichi pesantissimi, senza subire alcun danno. Ben pochi furono gli interventi effettuati su quello che oggi consideriamo un vero e proprio monumento della Palermo arabo normanna: soltanto il Senato palermitano promosse nel XVII e nel XVIII secolo delle opere per consolidare la struttura, poiché il fiume Oreto, che oggi ci appare più come un fiumiciattolo, un tempo straripava spesso.

 

Cattedrale di Palermo

La sua storia è molto antica e affonda le sue radici al tempo del proclama di Costantino che permise anche ai Palermitani di costruire la propria Chiesa. Questa primissima struttura venne interamente distrutta durante le invasioni barbariche del V secolo. Sotto la dominazione bizantina iniziò la costruzione di una nuova chiesa nello stesso punto in cui era stata distrutta quella precedente che venne consacrato alla Vergine Maria di cui oggi resta inalterata solo la cripta di forma quadrata. La storia di questa seconda fase di costruzione è un susseguirsi di cambiamenti radicali. Quando gli Arabi conquistarono Palermo la convertirono in una grande moschea che prese il nome di ‘Gami’e attuarono delle modifiche stilistiche interne ed esterne; alla conquista normanna, Roberto il Guiscardo e Ruggero I decisero di riconvertirla cristianesimo. I nuovi lavori di restauro della Cattedrale si devono ad una disputa tra i il re Normanno Guglielmo II, detto ‘Il Buono’, e l’arcivescovo di Palermo, Gualtiero. Alla fine del XII secolo infatti Guglielmo aspirava a costruire una nuova  chiesa che sarebbe diventata punto di riferimento per tutta l’area palermitana e iniziò i lavori del Duomo di Monreale. Il Vescovo Gualtiero intendeva già costruire una grande Cattedrale a Palermo per riaffermare il suo prestigio e ignorando completamente il fatto che il re avesse già iniziato la costruzione a Monreale, diede ordine di iniziare i lavori per la costruzione della nuova Cattedrale a Palermo. Molti personaggi importanti della storia di Palermo e della Sicilia vollero che il loro corpo fosse conservato proprio nella Cattedrale; tra i tanti, spiccano per la loro particolare bellezza i sepolcri di Costanza d’Altavilla, Ruggero II, Federico II e Arrigo VI.

 

Palazzo della Zisa

Il palazzo della Zisa non è un edificio ‘arabo’ e venne fatto costruire nel periodo normanno dal Re Guglielmo I, al quale serviva una residenza estiva poco fuori dalla città. A quel tempo oltre la Zisa vi era solo la foresta, estesissima, che era la riserva di caccia dei sovrani: era il parco reale del Genoardo (dall’arabo Jannat al-ar”, giardino o paradiso della terra), che si estendeva ad occidente della città. Quando Guglielmo I pensò a far costruire un edificio destinato al suo svago, si ispirò alle meravigliose residenze dei signori musulmani del Nord Africa e decise che il suo palazzo sarebbe stato sontuoso e bello al pari di esse. Per far questo si affidò quasi unicamente ad artisti ed architetti arabi che riuscirono ampiamente a soddisfare i desideri del loro sovrano: la Zisa infatti sembrava davvero la dimora di un Emiro. A completamento del loro lavoro, le maestranze arabe che avevano costruito questo meraviglioso palazzo proposero al sovrano di dargli un nome, così com’era in uso fare presso il mondo musulmano. La richiesta venne subito accolta da Guglielmo e il nuovo palazzo prese il nome di ‘Zisa’, che deriva presumibilmente dalla parola arabo ‘Al-Azîz’ che significa ‘Splendido’. Numerosi interventi vennero effettuati sull’edificio nel corso dei secoli. Il più evidente di tutti è la merlatura in cima all’edificio, che venne realizzata nel XIV secolo per scopi difensivi. Da un punto di vista architettonico la Zisa inaugura la stagione delle opere realizzate in altezza; si estende per ben tre piani e ha la forma di un parallelepipedo con pianta rettangolare. La grande sala principale ha una pianta a croce greca conserva le tracce di una fontana con fantastici effetti: l’acqua che scorreva a ‘zig zag’ per poi terminare la sua discesa in due vasche quadrate, che hanno al loro interno degli ottagoni sfalsati. La presenza di fontane con questi giochi d’acqua e decori è tipica della cultura araba. Tutta la sala è decorata con mosaici decorativi e tarsie marmoree in opus sectile che incorniciano le pareti e arricchiscono il pavimento. Agli angoli delle pareti si trovano colonnine annicchiate con capitelli marmorei di chiara ascendenza islamica.

 

Cattedrale di Monreale

É uno dei monumenti più solenni dell’architettura normanna. L’intero complesso monumentale, costituito dalla chiesa, dal convento benedettino e dal palazzo reale, venne edifi­cato per volere del re Guglielmo II dal 1172. L’impianto riprende in linea generale il modello della Cattedrale di Cefalù, ma ne differisce per lo sviluppo volumetrico del santuario, dove transetto e absidi, avendo uguale lunghezza, formano un unico grande corpo centrale. L’esterno è quello tipico delle chiese normanne: un edificio fortificato, affiancato da due torri, di cui quella di destra e divenuta campanile nel ‘600. Il portico, che si affaccia sulla piazza, nasconde uno splendido portale del 1186, detto “Porta Regia”, in bronzo, decorato con immagini a rilievo, con le cornici chiuse da una fascia bordata di foglie di acanto e gli stipiti contenenti quaranta quadretti raffiguranti episodi del Vecchio e Nuovo. Da notare per il forte accento arabeggiante sono le decorazioni geometriche e policrome a tarsie di calcare e di pietra lavica delle tre absidi. Le pareti all’interno sono coperte da uno straordinario rivestimento musivo, su fondo in oro, dominato dalla figura del Cristo Pantocratore, che occupa l’intera superficie del catino absidale. I mosaici, realizzati unitariamente e completati quasi del tutto entro il 1182, sorprendono per la loro armonia con l’architettura. Il duomo è dedicato a Santa Maria la Nova. Adiacente all’abbazia benedettina troviamo il chiostro che funge da perno di tutto il complesso abbaziale che si sviluppa intorno ad esso e rappresenta uno splendido esempio di architettura bizantina.

 

Cattedrale di Cefalù

La cattedrale fu fondata nel 1131 da re Ruggero II, che ripristinò, nel 1145, il vescovado di rito latino, per riportare alla cristianità questa parte di territorio già fortemente islamizzata. E’ stata concepita come mausoleo degli Altavilla e custodisce mosaici che i più autorevoli studiosi di arte bizantina considerano essere una delle più raffinate e meglio conservate espressioni dell’arte del mosaico bizantino comneno. La decorazione musiva, realizzata intorno al 1148, ricopre le pareti del presbiterio e la grande abside centrale, dove campeggia l’imponente figura del cristo Pantocratore, ed opera di maestri bizantini. Annesso alla Cattedrale è il Chiostro per tre lati circondato da un portico a colonne binate con capitelli figurati che sorreggono archi ogivali.