VALLE CAMONICA – Un po’ di storia…

Le prime tracce dell’uomo in Valle Camonica risalgono almeno a tredicimila anni fa, quando l’area fu interessata da una prima frequentazione umana a seguito dello scioglimento dei ghiacciai.

Gli antichi Camuni (Camunni secondo la storiografia latina) insediati in questa vallata svilupparono nel corso dei secoli una particolare propensione per l’incisione tanto da stimare oggi circa 300.000 segni che rendono la Valle Camonica il sito d’arte rupestre più importante d’Europa.

La lunga storia degli abitanti della vallata è stata interpretata in buona parte da alcuni petroglifi che ne descrivono particolari aspetti della società. Nelle raffigurazioni più antiche, databili da Emmanuel Anati alla fine del Paleotico-inizio Mesolitico, compaiono grandi ungulati, specialmente alci e cervi, probabilmente istoriati da cacciatori nomadi che frequentavano stagionalmente il territorio.

Con l’avvento del Neolitico (V°-IV° millennio a.C.) in valle si insediarono stabilmente i primi abitanti. A questa fase si fanno  risalire tradizionalmente alcune figure antropomorfe (i cosiddetti “oranti”, esseri umani schematici con le braccia rivolte verso l’alto) e certe “raffigurazioni topografiche”.

Durante l’Eneolitico (III° millennio a.C.) si assistette allo sviluppo della prima metallurgia, alla scoperta dell’aratura e del trasporto su ruota. Questo periodo fu caratterizzato in Valle Camonica dalla diffusione di santuari composti da massi-menhir incisi. La successiva l’Età del Bronzo (II° millennio a.C.) vide l’abbandono della decorazione dei massi isolati per il ritorno alle superfici rocciose. A questa fascia cronologica si fanno risalire le prime figure armate.

Con l’Età del Ferro (I° millennio a.C.) si raggiunse l’apice dell’arte incisoria in Valle Camonica: il 75% dell’intero corpus è infatti databile a quest’epoca. Il popolo dei Camunni, posizionato nel cuore delle Alpi, sviluppò intensi contatti con le aree limitrofe della Rezia e del Veneto, così come con le popolazioni etrusche (dalle quali derivarono un proprio alfabeto) e celtiche.

La Valle Camonica venne assoggettata dall’impero romano nel 16 a.C. La forte romanizzazione del territorio e i buoni rapporti con Roma favorirono l’istituzione della Res Publica Camunnorum, che permise al territorio un’autonomia d’amministrazione.L’arte incisoria iniziò a esaurirsi proprio in età romana, seppur con una breve, quanto improvvisa, ripresa in epoca basso-medievale.

Le Incisioni rupestri

Le incisioni della Valle Camonica, le più note ed importanti testimonianze preistoriche italiane, furono segnalate per la prima volta solo nel 1909 quando Walther Laeng, un geografo bresciano, diede notizia del ritrovamento di due incisioni su due massi al Pian del Greppe presso Cemmo (Capo di Ponte).

La zona dove si concentrano le rocce incise corrisponde alla parte più bassa della media Valle, tra le cime della Concarena e il Pizzo Badile Camuno. Le figure sono state incise su di un compatto supporto roccioso costituito prevalentemente da arenaria permiana.

In Valle Camonica esistono numerosi parchi e riserve attrezzati per la visita turistica di questo straordinario patrimonio.

Darfo Boario Terme:

– Parco di interesse sovracomunale del Lago Moro – area di Luine

– Parco di interesse sovracomunale del Lago Moro – area archeologica dei Corni Freschi

Ossimo:

– Parco archeologico di Asinino-Anvòia

Ceto – Cimbergo – Paspardo:

– Riserva naturale incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo

Capo di Ponte:

– Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane

– Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo

– Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina

– Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica (Mupre)

Sellero:

– Parco comunale archeologico e minerario di Sellero

Sonico:

– Percorso pluritematico del “Coren delle Fate”

(Testo Dr. Luca Giarelli)