Due nuovi siti italiani entrano nel firmamento dell’Unesco

La 35° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno, ha riservato all’Italia una bella sorpresa: ben due siti sono stati iscritti nella prestigiosa lista dei beni da tutelare e conservare per le future generazioni: “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” e ”Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Una splendida accoppiata che consente al nostro Paese di raggiungere quota 47 e consolidare il proprio primato al vertice della classifica delle eccellenze mondiali, staccando ulteriormente la Spagna, che in questa sessione ha ottenuto solo l’inserimento del paesaggio culturale della “Sierra de Tramuntana” nelle Isole Baleari e si è fermata, pertanto, a 43 siti.

L’iscrizione dei due nuovi siti italiani è stato possibile grazie alle caratteristiche di serialità del primo e di transnazionalità del secondo. Saranno, infatti, sette le località che potranno appuntarsi il tempietto dorico per il sito longobardo e ben diciannove per i siti palafitticoli alpini.

Un particolare saluto di benvenuto ai nuovi siti Unesco è stato rivolto dal sindaco di Assisi Claudio Ricci, recentemente riconfermato alla presidenza dell’Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale Unesco.

 

Schede

I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”

Criteri soddisfatti: (ii)(iii)(vi)

I beni inseriti nella lista rappresentano, ognuno nella propria specificità, preziose testimonianze del periodo culminante della cultura longobarda in Italia. Un riconoscimento, a tre anni dalla candidatura, che costituisce il risultato di una efficace collaborazione fra 5 Regioni, 6 Province, 8 Comuni, 2 Comunità Montane e 17 Soprintendenze territoriali del Mibac.

Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”include:

  1. il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli
  2. il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia
  3. il castrum di Castelseprio -Torba (Va)
  4. il Tempietto del Clitunno a Campello (Pg)
  5. la Basilica di S. Salvatore a Spoleto (Pg)
  6. la Chiesa di Santa Sofia a Benevento
  7. il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg)

 

Siti palafitticoli preistorici nell’arco alpino”

Criteri soddisfatti: (iii)(v)

Il sito seriale e transnazionale (il secondo dopo la “ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina”) comprende una selezione di 111 dei circa 1000 siti palafitticoli archeologici dell’arco alpino. Resti di insediamenti palafitticoli preistorici ben conservati del periodo che va dal 5000 al 500 a.C. che insistono sul territorio di sei Paesi alpini (Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia). Un arco temporale che coincide con la nascita delle prime comunità agricole della storia europea. Diciannove le aree archeologiche selezionate sul territorio italiano, dislocate in cinque regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) e maggiormente concentrate nella zona del Lago di Garda.

Foto

Foto

Video

Video

Beni Italiani

ITALIA