La Convenzione

La Convenzione

  • definisce il tipo di Siti culturali e naturali che possono essere iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale e delinea i doveri degli Stati Membri;
  • descrive la funzione del Comitato per il Patrimonio Mondiale, le modalità di elezione dei suoi membri e specifica gli Enti di consulenza;
  • stabilisce le modalità di utilizzazione del Fondo per il Patrimonio Mondiale, di gestione e le condizioni per ottenimento dell’assistenza finanziaria internazionale.

Sottoscrivendo la Convenzione, ogni paese si impegna a conservare non solo i Siti del Patrimonio Mondiale presenti sul proprio territorio, ma anche quelli sul territorio nazionale.

 

Modalità di iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale

La domanda d’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale deve pervenire dal Paese interessato, deve comprendere un programma dettagliato sulla gestione e protezione del Sito in base alle Leggi nazionali.
Ogni Stato membro compila, ogni 5 anni, una Lista propositiva di Siti. Le domande di inserimento nella Lista propositiva devono essere inoltrate dalle Amministrazioni competenti per la gestione del Sito (es. Sindaco, Sovrintendenze di un’area archeologica o un Ente Parco) con domanda che va inoltrata al Presidente del Gruppo di Lavoro Interministeriale presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Via del Collegio Romano, 27 – 00187 Roma.

Il Comitato per il Patrimonio Mondiale si riunisce una volta all’anno ed esamina le domande basandosi su valutazioni tecniche e i Siti devono soddisfare i Criteri di selezione indicati dalle Linee Guida Operative che rappresentano il documento principale del Patrimonio Mondiale.

Criteri per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO

(i)

Rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo.

(ii)

Mostrare un importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi dell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio.

(iii)

Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.

(iv)

Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana.

(v)

Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture) o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto per effetto delle trasformazioni irreversibili.

(vi)

Essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale eccezionale. (il Comitato reputa che questo criterio debba essere utilizzato in associazione con altri criteri).

(vii)

Presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica.

(viii)

Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.

(ix)

Costituire esempi significativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini.

(x)

Presentare gli habitat naturali più importanti e significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.


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