Linee guida per l’uso del logo

Logo Unesco

Il logo che rappresenta il Patrimonio Mondiale è stato progettato dall’artista belga Michel Olyff ed adottato ufficialmente nel 1978. Esso viene utilizzato per identificare i Siti protetti dalla Convenzione del 1972 ed inscritti nella World Heritage List. L’emblema è rotondo, come il mondo, un simbolo di tutela globale per il patrimonio di tutta l’umanità. È composto da un cerchio che racchiude un quadrato posto al suo interno, le due figure geometriche rappresentano rispettivamente i beni naturali e quelli culturali. I due simboli sono congiunti per evidenziare il protettivo abbraccio fra il quadrato centrale (l’uomo, la sua cultura e le sue abilità) e il cerchio (la natura e i suoi doni).


NORME CHE REGOLANO L’UTILIZZO DEL NOME E DEL LOGO UNESCO

L’utilizzo del nome e del logo dell’Unesco e del Patrimonio Mondiale è sottoposto ad una ferrea regolamentazione, alla quale ci si deve strettamente attenere, onde evitare problemi di carattere legale.

 

LINEE GUIDA

1.  La concessione del permesso all’utilizzazione del nome Unesco, della sigla, del logo, dell’acronimo e del dominio internet (e di qualsiasi altro elemento distintivo di derivazione Unesco) è prerogativa della Conferenza Generale e del Comitato Esecutivo del Patrimonio Mondiale che hanno sede a Parigi (7, Place de Fontenoy – 75352 Paris 07 SP France, www.unesco.org). In alcuni casi specifici, come indicato dalle direttive, questi organi delegano il Direttore Generale e le Commissioni Nazionali. L’autorizzazione deve essere espressamente concessa in anticipo e per iscritto, e seguire le condizioni e le procedure previste, in particolare per quanto riguarda la presentazione visiva, la durata e la diffusione.
2.  Il criterio principale per l’approvazione deve essere il carattere educativo, scientifico, culturale, o di valore artistico della proposta. La decisione di concedere l’uso del logo deve essere motivata dalla qualità e dal contenuto del prodotto e non dal ritorno finanziario previsto. Si ricorda, a questo proposito, che l’Unesco non richiede denaro in nessuna delle fasi del processodi autorizzazione.
3.  Normalmente non vengono concesse autorizzazioni per prodotti che abbiano scarso valore educativo, come tazze, t-shirt, spille e altri souvenir turistici. Sono previste eccezioni solo per eventi speciali (come, ad esempio, le riunioni del Comitato e le cerimonie di apposizione delle targhe).
4.  Il Comitato riconosce a qualsiasi persona, organizzazione o società la libera produzione e pubblicazione di materiali relativi ai Siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale (quando ne abbiano diritto legale), ma l’autorizzazione ufficiale per l’utilizzo del logo rimane di esclusiva prerogativa del Comitato, dopo l’approvazione delle autorità nazionali dei paesi interessati.
5.  L’autorizzazione all’uso dei loghi Unesco e Patrimonio Mondiale non viene normalmente concessa alle attività che operino prevalentemente per scopi commerciali (salvo circostanze eccezionali e quando ne risulti chiaramente un beneficio per il Patrimonio Mondiale).
6.  Le autorità nazionali possono concedere l’uso dei loghi Unesco e del patrimonio Mondiale ad un ente/associazione nazionale a condizione che il progetto coinvolga solo i Siti del proprio territorio.
7.  Solo la Commissione Nazionale è autorizzata ad approvare i contenuti (immagini e testo) di qualsiasi prodotto distribuito con il logo dell’Unesco o del Patrimonio Mondiale nel territorio nazionale.
8.  L’autorizzazione è strettamente legata alla condizione che le autorità nazionali possano esercitare il controllo di qualità dei prodotti con i quali il nome Unesco e/o logo vengono associati.
9.  Nelle iniziative organizzate dai Siti iscritti nella World Heritage List devono essere utilizzati entrambi i loghi, quello Unesco e quello del Patrimonio Mondiale. La recente revisione grafica dell’emblema ha portato ad una versione ufficiale che prevede la fusione in un unico logo del tempietto dorico (Unesco) e del quadrato racchiuso nel cerchio (Patrimonio Mondiale), separati da una puntinatura verticale.
10.  Tre sono le lingue che compongono la scritta Patrimonio Mondiale: due obbligatorie (francese e inglese) e la lingua del Paese di appartenenza del Sito.
11. Alla base del logo è possibile inserire anche la denominazione completa del Sito e la data del suo inserimento nella World Heritage List.

 

IL PATROCINIO

  1. Il Patrocinio dell’Unesco, o della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, viene concesso solo alle iniziative che abbiano un alto valore sul piano scientifico, educativo o culturale. Rientrano in queste categorie attività, eventi, convegni, seminari, premi, destinati ad avere un notevole impatto a livello nazionale o internazionale.
  2. Per richiedere il Patrocinio dell’Unesco è necessario presentare domanda, redatta in lingua inglese o francese, alla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco la quale, dopo aver espresso un parere al riguardo, la trasmetterà all’Unesco tramite la Rappresentanza Permanente d’Italia a Parigi. È bene precisare che le domande trasmesse direttamente a Parigi dai richiedenti non vengono prese in considerazione, in quanto è obbligatorio il parere della Commissione Nazionale.
  3. Per ottenere, invece, il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana è necessario inoltrare una richiesta alla Commissione stessa, accompagnata da una dettagliata documentazione relativa all’iniziativa in oggetto e all’identità e alle attività del soggetto promotore.
  4. Una volta ricevuta la richiesta la Commissione Nazionale provvederà, in tempi utili, ad affidare la stessa al Comitato competente. La decisione verrà comunicata dal Segretariato Tecnico, il quale fornirà le modalità di utilizzo del logo e informerà che il Patrocinio è comunque subordinato al coinvolgimento della Commissione nell’organizzazione, nonché all’invito rivolto alla Presidenza della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco a presenziare ad un momento significativo dell’iniziativa patrocinata.


Scarica le linee guida

Foto

Foto

Video

Video

Beni Italiani

ITALIA