POMPEI – Un po’ di storia…

Il 24 agosto del 79 d.C. il Vesuvio si risvegliò improvvisamente e seppellì sotto una coltre di lava, lapilli e fango Pompei, Ercolano e il territorio circostante cogliendo impreparata la popolazione. Come pietrificate, Pompei ed Ercolano vennero restituite alla luce del sole attorno alla metà del XVIII secolo per iniziativa di Re Carlo di Borbone.
Fondata attorno al VI secolo a.C., Pompei entrò a far parte dell’universo romano attorno al I secolo e da piccola città iniziò a tramutarsi in una colonia elegante, dalla struttura urbana complessa, ricca di edifici pubblici, templi, terme, palazzi, teatri e meravigliose ville. Gli scavi hanno finora portato alla luce circa 44 ettari di città: costruzioni, strade pavimentate e abitazioni private.
L’antica Herculaneum deriva dalla leggendaria fondazione della città da parte di Ercole e divenne una delle più splendide località residenziali del patriziato romano, che qui costruì grandiose dimore.

Scavi di Ercolano
L’identificazione ufficiale di Ercolano risale al 1709 e spetta al principe Emanuele d’Elboeuf di Lorena che fece eseguire scavi per cinque anni, ma con molta irregolarità, e molto materiale venne messo in commercio o donato.
Con l’avvento di Carlo di Borbone ebbe termine la razzia e iniziarono scavi regolari.
Fu riconosciuto fin dove giungeva l’antico lido del mare, si completò l’esplorazione del Teatro, si raggiunse uno degli edifici pubblici, si rintracciarono più templi e infine si esplorò la favolosa Villa dei Papiri.
La Villa dei Papiri, dalla quale fu recuperato un favoloso tesoro di sculture e la biblioteca, è una villa sontuosa, ampia come una dimora imperiale, un vero e proprio Museo d’Arte.

Scavi di Torre Annunziata
Torre Annunziata custodisce nel suo sottosuolo le ville di Oplonti.
Gli scavi furono iniziati nel 1964. La Villa di Oplonti, costruita nella metà del I secolo a.C., è attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’Imperatore Nerone. L’architettura conserva i caratteri fondamentali della tradizione romana insieme ad elementi di gusto propriamente ellenistici. Importante è lo sviluppo ritmato dei porticati che girano intorno al perimetro dell’edificio e l’ingresso colonnato che conduce dal gran salone al giardino dove si trova una vasta piscina circondata da statue. All’interno, le pareti sono un trionfo di architetture dipinte del II stile con sapienti rappresentazioni di giochi prospettici con tracce di ombreggiature ed eccezionali sono, anche, gli esempi di pitture naturalistiche.