MODENA – Cattedrale, Torre Civica, Piazza Grande

Tra i secoli X e XII fu realizzata una serie di edificazioni sulla Piazza Grande, delimitata a nord dal fianco sinistro della Cattedrale e ad ovest dal Palazzo del Vescovo. Il vecchio e il nuovo Palazzo Comunale furono saldati in un unico corpo dalla Torre dell’Orologio e armonizzati con una serie di portici e una rielaborazione della facciata. Il Palazzo del Vescovo è strettamente legato alla Cattedrale, unito ad essa da un passaggio privato.
Il Duomo di Modena fu fondato nel 1099 ed è uno dei più alti esempi del romanico in Italia, frutto dell’attività congiunta dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. A partire dalla metà del XII secolo i lavori vennero affidati ai Maestri Campionesi, maestranze specializzate provenienti da Lugano, i cui lavori si protrassero per oltre due secoli. Tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo fu allargata la cripta, innalzato il coro e ampliato il tetto per realizzare un falso transetto.
La Torre Civica fu innalzata assieme alla Cattedrale e fu collegata ad essa da due archi. Conosciuta come Ghirlandina, la torre è alta 88 metri e caratterizza il profilo della città. La costruzione avvenne in due momenti successivi: il primo corrisponde ai sei ordini inferiori, attribuito a Lanfranco e Wiligelmo, il secondo riguarda il tamburo ottagonale e la cuspide che furono realizzati da Arrigo da Campione tra il 1261 e il 1319.
Wiligelmo, attivo nella Cattedrale dal 1099 al 1115, sviluppa nella facciata principale un ambizioso programma iconografico. La sua arte severa e sintetica è documentata dalle figure dei profeti nel portale maggiore e da quelle ispirate a storie della Genesi nei rilievi popolati da uomini, animali e creature fantastiche tratti dai bestiari dell’epoca.