MANTOVA E SABBIONETA – Un po’ di storia…

Mantova e Sabbioneta, entrambe espressione del sogno di una dinastia di principi, rappresentano le due principali forme urbanistiche del Rinascimento: la trasformazione di una città esistente e la città di nuova fondazione.

Mantova

Mantova è città da sempre legata all’acqua. Dapprima insediamento etrusco, localizzato in una piccola area corrispondente all’attuale Piazza Sordello, nel 214 a.C. Mantua divenne oppidum romano e poi municipium. Terminato il lungo periodo delle invasioni barbariche, nel X secolo la città diviene dominio dei Canossa e, nel XII secolo, assume i tratti di libero Comune medievale. A questo periodo risale la complessa e poderosa pianificazione idraulica di Alberto Pitentino (1187) che frammenta il corso del Mincio in quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore, Paiolo, quest’ultimo prosciugato a partire dal XVIII secolo. Nel 1274 il Comune diventa Signoria sotto il dominio dei Bonacolsi, spodestati nel corso di un sanguinoso scontro nel 1328, dalla famiglia Gonzaga, da quel momento e per circa quattro secoli signori incontrastati di Mantova. I Gonzaga intervennero sull’impianto urbanistico stesso della città, trasformando vie e piazze allo scopo di costruire una scenografia adatta alla rappresentazione del proprio potere, e dando così un nuovo volto alla città che diventerà una delle più raffinate corti del Rinascimento italiano. La grandiosa residenza gonzaghesca di Palazzo Ducale, che si affaccia su Piazza Sordello, si collega seguendo il cosiddetto Percorso del Principe, con gli edifici e gli spazi più intimi della famiglia Gonzaga, all’estremo opposto della città: Palazzo Te, cinquecentesca villa suburbana progettata da Giulio Romano, il Tempio di San Sebastiano progettato da Leon Battista Alberti, la Casa di Andrea Mantegna, Palazzo San Sebastiano. Nel centro storico la sequenza delle piazze costituisce il nucleo vitale della città: da Piazza Sordello si passa in Piazza Broletto e poi in Piazza Erbe, delimitata dalle case-bottega porticate, con il Palazzo del Podestà, il Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio, la medievale Rotonda di San Lorenzo. Da Piazza Erbe si giunge infine in Piazza Mantegna, su cui si affaccia l’albertiana Basilica di Sant’Andrea, sommo esempio dell’architettura rinascimentale italiana. Una guerra di successione, un saccheggio ad opera di eserciti mercenari stranieri (1630) e la peste provocarono, infine, il declino di Mantova e la condussero sotto il dominio dell’Austria (1707). Successive trasformazioni hanno modificato l’aspetto della città, mantenendo però leggibile la struttura rinascimentale e la stratificazione di testimonianze di epoche differenti.

Sabbioneta

Situata su una piana alluvionale nell’Oltreoglio, Sabbioneta fu abitata fin dall’età del Bronzo. Il primo insediamento organizzato si fa risalire al I secolo a.C., perfezionato in oppidum dai bizantini, in castrum dai carolingi e infine in curtis medievale. Ma solo quando venne ereditato nel 1544 dal duca Vespasiano Gonzaga, il piccolo borgo medievale seppe trasformarsi, in brevissimo tempo, in piazzaforte all’avanguardia e raffinato centro culturale e architettonico. Nel 1556 Vespasiano inizia a modificare radicalmente l’antico abitato, trasformandolo in un trentennio in uno spazio urbano sapientemente organizzato e razionalmente costruito, dotato di una cinta muraria con pianta a forma di stella (oggi ancora quasi perfettamente conservata) e con edifici consoni ad una nobile residenza signorile. L’assetto urbano è imperniato su un asse mediano che collega i due ingressi di Porta Vittoria e Porta Imperiale, su cui si incardinano 34 isolati ortogonali tra loro. Asimmetrica rispetto a questo asse, troviamo Piazza Ducale, centro politico, amministrativo e religioso su cui si innestano ortogonalmente le vie minori porticate e i palazzi del potere. Sulla piazza, originariamente luogo di mercato, si affacciano Palazzo Ducale, sede degli impegni politici e amministrativi e la Chiesa di Santa Maria Assunta, duomo della città. Dalla vicina Piazza Libreria Grande si accede alla Chiesa dell’Incoronata, che ospita il Mausoleo di vespasiano Gonzaga. Poco più avanti il piccolo Oratorio di San Rocco e San Sebastiano e, nascosta tra gli edifici civili, la Sinagoga, edificata nel 1824 come luogo di culto e riunione della comunità ebraica, presente in città dal 1500. Vicina e altrettanto fuori asse , su Piazza d’Armi si elevano alcuni degli edifici più rappresentativi del clima culturale della capitale di Vespasiano: il Corridor Grande e il Palazzo del Giardino, luogo dedicato agli svaghi, allo studio e al riposo. Di fronte, i resti della Rocca, l’antica piazzaforte dove il duca aveva ricavato la sua residenza. Poco distante si trova uno dei gioielli della storia del teatro in Europa, il Teatro all’Antica costruito da Vincenzo Scamozzi, primo edificio teatrale realizzato in Italia con fabbrica originale e non come adattamento di sale o interni di palazzi preesistenti. Ambizioso disegno di uno dei più eccentrici principi del tardo Rinascimento italiano, Sabbioneta nasce così come città ideale, pervasa dai segni del principe che declinano in forme inedite i canoni della classicità dai quali Vespasiano aveva tratto ispirazione.